Sud, binario morto!

Il binario unico tra Andria e Corato è la perfetta metafora del Sud. Un Sud senza alternative.

Un Sud in cui la differenza tra mafie e politica è sempre più sottile. Un Sud rappresentato nel principale partito di governo, il Pd, da tale De Luca, un giullare di corte e battutista. Un Sud sparito dall’agenda politica del governo Renzi.
Un Sud senza classe dirigente.
Un Sud in cui i giovani tornano ad emigrare e il futuro è un miraggio.

Un Sud in balia di se stesso, su un binario unico… Un binario morto! 

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5 cose da non fare in treno

Essere pendolare ti mette difronte a molte situazioni, a volte paradossali, ma che sui treni accadono realmente.

Quindi ecco a voi le “5 cose da non fare in treno” ma che puntualmente accadono 😁

1. Urlare al telefono. Sono pendolare da più di 10 anni e telefonate assurde ne ho ascoltate molte: dalla signora che si lamenta con la figlia perché la nipotina non mangia gli spiaci al vecchio bavoso che dice alla consorte di togliersi le “mutandine” che sta arrivando. Ma io non volevo ascoltare caro amico o amica ma se il tuo tono di voce è sulla modalità “megafono” è inevitabile essere coinvolto. E rabbrividire!

2. Togliersi le scarpe e mettere i piedi sul seggiolino. Capisco che dopo una giornata di lavoro i piedi possano gonfiare ma di condividere con l’intero scompartimento quel profumo di “sacrificio” io ne farei volentieri a meno. A volte la sofferenza, e il puzzo, è bene tenerla dentro le scarpe. I vagoni non sono il vostro salotto di casa!

3. Mangiare di tutto. Apparecchiare vagoni e seggiolini come se si fosse nella cucina di casa propria oltre a togliere spazi genera l’effetto “McDonald’s”. Ovvero una mega friggitoria. Pietà chiedo pietà.

4. Ascoltare musica senza cuffie. Ebbene sì in treno accade anche questo. Tu che hai gusti musicali discutibili perché vuoi condividere note musicali fastidiose e orrende con l’intero scompartimento? È una forma di disagio? Chiedo un team di psicologi che studino tale fenomeno. Aiutiamoli.

5. Far finta di non capire per non pagare il biglietto. Tale punto non riguarda solo gli stranieri ma anche vecchi volponi italiani che difronte al controllore diventano sordi, scemi o fingono crisi epilettiche. Chi ha veramente dignità non fa tutte queste sceneggiate ma chiede scusa e dice che non poter permettersi di pagare il biglietto. Basta messinscena e crisi di panico, suvvia!