Le 5 cose che ti fanno dire: “Ah ma c’è Pitti a Firenze”

Questa è la settimana di Pitti-Uomo a Firenze. Andando in giro per la città ti accorgi subito che sta succedendo qualcosa. Da qui le 5 cose che ti fanno dire: “Ah ma c’è Pitti a Firenze”.
1. L’altezza media aumenta oltre misura. Modelli da altezza vertiginosa e ti chiedi “Bimbo ma che t’hanno dato da mangiare?” e soprattutto “perché quello che tu hai in altezza a me l’hanno messo nella panza?”. Ma cari “è la moda”.
2. Vedi uomini vestiti con giacche rosse, camice a scacchi verdi, pantaloni ad altezza caviglia psichedelici e scarpe nere lucide. Tu pensi “ma da dove sono scappati?” e loro ti dicono “è la moda”.
3. I capelli e il profumo. Belli, fluenti, cotonati, gelatinati, incremati, leccati, ordinati… Profumi forti, delicati, mughetto, lavanda, sandalo, rosa canina, fiori d’arancio… E ma quanto cazzo c’hai messo a prepararti, ma “è la moda” bellezza!
4. I calzini. La varietà nel periodo di Pitti è roba da serie TV. A righe piccole o grandi, sottili o spesse, a quadri, a scacchi, tinta unita con ricami o ricami con tinta unita… E il bello è che a volte uno è di un colore e l’altro di un altro! Ma “è la moda”.
5. E poi ascolti discussioni surreali su bottoni, pieghe, spille, borse o cinture come se da tutto ciò dipendessero le sorti del mondo con mugolii simili a unghie sugli specchi. Ma anche questo “è la moda”.
“È la moda” un mondo con regole assurde, dove la creatività è spesso apparenza. E allora che per una settimana sia la festa dell’apparenza.

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Restituite i burattini dei “Pupi di Stac”: non si ruba il sorriso.

Rubati i burattini della storica compagnia teatrale Pupi di Stac, attiva a Firenze dal 1946. Pezzi unici che non possono essere rivenduti e che hanno fatto divertire generazioni di bambini ed adulti. Mi unisco all’appello lanciato da molti: restituiteli, rubare il sorriso è il reato più grave che si possa compiere.

Il ritorno della “cantantessa”. Un concerto femminista e femminile.

Biglietto concerto di Carmen Consoli a Firenze

Sabato 18 aprile sono stato al Mandela Forum di Firenze al concerto di Carmen Consoli. Un concerto bello e coinvolgente, femminile e femminista allo stesso tempo. Musica suonata pregevolmente e parole interpretate da una vera “cantantessa”. Tanta femminilità, sensualità, denuncia della condizione della donna senza retorica e con una carica di energia come poche altre volte mi è capitato di vivere ad un concerto. E sul palco la giusta “cattiveria” di chi è consapevole dei propri mezzi. Che dire, proprio una bella abitudine di tornare.